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07Nov
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26Oct

CARTA PER UN MONDO SENZA VIOLENZA
(Download: CARTA PER UN MONDO SENZA VIOLENZA.pdf)La violenza è una malattia prevenibile
Nessuno Stato o individuo può essere sicuro in un mondo insicuro. I valori della nonviolenza negli intenti, nei pensieri e nella prassi da un’alternativa sono diventati una necessità. Questi valori si esprimono nella loro applicazione tra stati, gruppi ed individui.
Siamo convinti che il rispetto dei valori della nonviolenza introdurrà un ordine mondiale più civile e pacifico, in cui sistemi di governance più equi, efficaci e rispettosi della dignità umana e della sacralità della vita possano diventare una realtà.
Le nostre culture, le nostre storie e le nostre vite individuali sono interconnesse e le nostre azioni sono interdipendenti. Oggi come mai in passato ci troviamo davanti una verità: il nostro è un destino comune, che verrà definito oggi dalle nostre intenzioni, decisioni ed azioni.
Siamo inoltre convinti che creare una cultura della pace e della nonviolenza, pur essendo un processo lungo e difficile, sia utile e necessario. Affermare i principi enunciati in questa Carta è un primo passo, di importanza vitale, per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità e realizzare un mondo senza violenza.
Noi Premi Nobel per la Pace e Organizzazioni Nobel per la Pace,
Riaffermando il nostro impegno verso la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo;
Preoccupati dalla necessità di porre fine alla diffusione della violenza a tutti i livelli della società e soprattutto alle minacce a livello mondiale, che mettono a rischio l’esistenza stessa dell’umanità:
Riaffermando che la libertà di pensiero e di espressione è alla radice della democrazia e della creatività;
Riconoscendo che la violenza si manifesta in molte forme, quali conflitti armati, occupazione militare, povertà, sfruttamento economico, distruzione dell’ambiente, corruzione e pregiudizio basato sulla razza, la religione, il genere e l’orientamento sessuale;
Riconoscendo che il culto della violenza espresso nelle forme di intrattenimento commerciale può contribuire all’accettazione della stessa come una condizione normale ed ammissibile;
Convinti c he quelli maggiormente colpiti dalla violenza sono i più poveri e vulnerabili;
Rammentando che la pace non è soltanto l’assenza di violenza, ma anche la presenza della giustizia e il benessere dei popoli;
Prendendo atto che un inadeguato riconoscimento da parte degli Stati delle diversità etniche, culturali e religiose è spesso alla radice della violenza esistente nel mondo;
Consapevoli del fatto che il mondo ha bisogno di efficaci meccanismi globali e di metodi nonviolenti per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti e che questi hanno maggiore successo quanto prima sono adottati;
Affermando che coloro che sono investiti del potere hanno maggiore responsabilità per porre fine alla violenza dove essa si manifesta e per prevenirla dovunque sia possibile;
Convinti che i valori della nonviolenza debbano trionfare in tutti i livelli della società, così come nei rapporti tra Stati e tra popoli;
Invitiamo la comunità internazionale a portare avanti i seguenti principi:
Primo: in un mondo interdipendente, la prevenzione e la cessazione dei conflitti armati tra gli Stati e all’interno degli Stati può richiedere un’azione collettiva da parte della comunità internazionale. La sicurezza dei singoli stati si ottiene con una maggiore sicurezza globale ed umana. Per questo è necessario rafforzare la capacità di implementazione del sistema ONU e delle organizzazioni di cooperazione regionale.
Secondo: Per realizzare un mondo senza violenza, gli Stati devono rispettare lo stato di diritto ed onorare i loro impegni legali.
Terzo: E’ necessario muoversi senza indugi nella direzione dell’eliminazione universale e verificabile delle armi nucleari e delle altre armi di distruzione di massa. Gli Stati in possesso di tali armi devono intraprendere passi concreti verso il disarmo e un sistema di sicurezza che non sia basato sulla deterrenza nucleare. Allo stesso tempo gli Stati devono fare ogni sforzo per consolidare il regime di non proliferazione nucleare, prendendo misure come il rafforzamento delle verifiche multilaterali, la protezione del materiale nucleare e l’aumento del disarmo.
Quarto: Per contribuire all’eliminazione della violenza nella società, la produzione e la vendita delle armi leggere devono essere ridotte e sottoposte a rigorosi controlli a livello internazionale, regionale, statale e locale. Inoltre gli accordi internazionali per il disarmo, come il Trattato per la messa al bando delle mine del 1977, dovrebbero ottenere una piena ed universale applicazione. I nuovi sforzi volti ad eliminare l’impatto delle armi indiscriminate ed attivate dalle vittime, come le bombe a grappolo, vanno sostenuti. E’ necessario un ampio ed efficace trattato sul commercio delle armi.
Quinto: Il terrorismo va sempre condannato, perché la violenza genera violenza; nessuna causa può giustificare gli atti terroristici contro la popolazione civile di qualsiasi paese. La lotta al terrorismo non può tuttavia giustificare la violazione dei diritti umani, del diritto umanitario internazionale, delle norme della società civile e della democrazia.
Sesto: Porre fine alla violenza domestica e nelle famiglie esige il rispetto incondizionato dell’uguaglianza, della libertà, della dignità e dei diritti delle donne, degli uomini e dei bambini da parte di tutti gli individui e le istituzioni dello stato, della religione e della società civile. Tali tutele vanno inserite nelle leggi e nelle convenzioni locali ed internazionali.
Settimo: Ogni individuo e ogni Stato condividono la responsabilità di prevenire la violenza contro i bambini e i giovani, il nostro futuro comune e il nostro bene più prezioso. Tutti hanno diritto ad un’istruzione di buon livello, all’assistenza sanitaria di base, alla sicurezza personale, alla tutela sociale, alla piena partecipazione alla vita sociale e ad un ambiente che rafforzi la nonviolenza come stile di vita. L’educazione alla pace, la promozione della nonviolenza e la valorizzazione dell’innata qualità umana della compassione devono far parte dei programmi educativi a tutti i livelli.
Ottavo: La prevenzione dei conflitti derivati dall’impoverimento delle risorse naturali, in particolari delle fonti energetiche ed idriche, esige che gli Stati svolgano un ruolo attivo ed istituiscano sistemi giuridici e standard finalizzati alla protezione dell’ambiente ed incoraggino le popolazioni a contenere i loro consumi in base alla disponibilità delle risorse e ai reali bisogni umani.
Nono: Facciamo appello all’ONU e agli Stati membri affinché promuovano il riconoscimento della diversità etnica, culturale e religiosa. La regola d’oro di un mondo nonviolento: �Tratta gli altri come vuoi essere trattato�.
Decimo: I principali strumenti politici per realizzare un mondo nonviolento sono delle istituzioni democratiche funzionanti e il dialogo basato sulla dignità, la conoscenza e il compromesso e condotto sulla base dell’equilibrio tra gli interessi delle parti coinvolte, tenendo anche presente l’umanità nel suo complesso e l’ambiente naturale.
Undicesimo: Tutti gli Stati, le istituzioni e gli individui devono sostenere gli sforzi volti a risolvere l’ineguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche e le iniquità che creano un fertile terreno per la violenza. Lo squilibrio delle condizioni di vita porta inevitabilmente alla mancanza di opportunità e in molti casi alla perdita della speranza.
Dodicesimo: La società civile, compresi i difensori dei diritti umani e gli attivisti per la pace e l’ambiente, va riconosciuta e protetta come parte essenziale nella costruzione di un mondo nonviolento, dato che i governi devono servire le esigenze della gente e non il contrario. Vanno create le condizioni per permettere ed incoraggiare la partecipazione della società civile, soprattutto delle donne, nei processi politici a livello globale, regionale, nazionale e locale.
Tredicesimo: Nell’implementare i principi di questa Carta lanciamo un appello perché tutti lavorino insieme per costruire un mondo in cui ognuno abbia il diritto di non essere ucciso e la responsabilità di non uccidere gli altri.
Per contrastare ogni forma di violenza incoraggiamo la ricerca scientifica nei campi dell’interazione umana e del dialogo e sollecitiamo la partecipazione della comunità accademica, scientifica e religiosa per aiutarci nella transizione verso una società nonviolenta e pacifica.
Premi Nobel firmatari:
• Mairead Corrigan Maguire
• Sua Santità il Dalai Lama
• Mikhail Gorbachev
• Lech Walesa
• Frederik Willem De Klerk
• Arcivescovo Desmond Mpila Tutu
• Jody Williams
• Shirin Ebadi
• Mohamed ElBaradei
• John Hume
• Carlos Felipe Ximenes Belo
• Muhammad Yunus
• Eangari Maathai
• International Physicians for the Prevention of Nucelar War
• Red Cross
• International Atomic Energy Agnecy
• American Friends Service Committee
• International Peace Bureau
Adesioni
Istituzioni:
• Governo Basco
Organizzazioni:
• Peace People , Belfast (Irlanda del nord)
• Associazione Memoria Collettiva
• Hokotehi Moriori Trust , Nuova Zelanda
• Mondo senza guerre e senza violenza
• Centro Mondiale di Studi Umanisti (CMSU)
• La Comunità (per lo sviluppo umano), Federazione Mondiale
• Convergenza delle Culture , Federazione Mondiale
• Federazione Internazionale dei Partiti Umanisti
• Associazione “Cádiz por la No-Violencia” , Spagna
• Women for a Change International Foundation , (Regno Unito, India, Israele, Camerun, Nigeria)Personalità:
• Mr. Walter Veltroni , ex sindaco di Roma
• Mr. Tadatoshi Akiba , sindaco di Hiroshima e presidente di Mayors for Peace
• Mr. Agazio Loiero , presidente della Regione Calabria
• Prof. M. S. Swaminathan , ex presidente di Pugwash Conferences on Science and World Affairs, organizzazione Premio Nobel per la Pace
• David T. Ives , Albert Schweitzer Institute
• George Clooney , attore, USA
• Don Cheadle , attore, USA
• Bob Geldof , cantante, Irlanda
• Tomás Hirsch , Portavoce dell’Umanesimo per l’America Latina
• Michel Ussene , Portavoce dell’Umanesimo per l’Africa
• Giorgio Schultze , Portavoce dell’Umanesimo per l’Europa
• Chris Wells , Portavoce dell’Umanesimo per l’America del Nord
• Sudhir Gandotra , Portavoce dell’Umanesimo nella regione Asia-Pacifico
• Maria Luisa Chiofalo , Assessore del Comune di Pisa, Italia
• Silvia Amodeo , Presidente della Fundacion Meridión, Argentina
• Miloud Rezzouki , Presidente dell�associazione ACODEC, Marocco
• Angela Fioroni , Segretaria regionale di Legautonomie Lombardia, Italia
Tags: 11 novembre berlino, carta per un mondo senza violenza, marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, premi nobel per la pace, silo
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05Oct

E’ passato un anno e ancora una volta, il 17 ottobre a Roma, il mondo dell’antirazzismo decide di scendere in piazza per denunciare il proprio dissenso contro le politiche razziste e xenofobe dell’attuale governo e dei suoi predecessori e per rivendicare nella società il diritto all’esistenza, alla diversità personale e culturale e all’uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Diritti, questi, negati da leggi profondamente ingiuste che riducono degli esseri umani, che per un puro caso del destino si sono trovati a nascere in zone del mondo violentate da guerre e dalla miseria, ad esser considerati come dei reietti appestati. Esseri umani a cui è vietato avvicinarsi o soccorrere, pena il fatto di esser accusati di favoreggiamento della clandestinità.
Un anno fa nel commentare la manifestazione nazionale antirazzista del 4 ottobre 2008 scrivevamo: “E’ una manifestazione costruita dal basso, da quelle organizzazioni che umilmente e senza secondi fini si sono adoperate per la difesa dei diritti umani, per la difesa della diversità, trovando nell’umanesimo socialista, cristiano, esistenzialista, anarchico e universalista una fonte di ispirazione per reagire all’ingiustizia e guardare con altri occhi al futuro.
E’ una manifestazione che esprime la diversità, la diversità etnica, religiosa, culturale e politica. Ed è per questo motivo che questa manifestazione continua ad essere taciuta dai mass media e osteggiata dalle grandi sigle sindacali o da quei partiti della “sinistra” che un tempo si trovavano in parlamento.”1
E’ passato un anno e si ritorna in piazza ma quelle parole ancora risuonano nell’aria.
La buona notizia è che per il 17 ottobre la molteplicità di organizzazioni, partiti, sindacati e individui che si ritroveranno in piazza si è notevolmente ampliata, quella cattiva è che quel sottile, subdolo e nel contempo masochistico ostruzionismo ancora cova nelle menti di qualche burocrate.
La legge del 15 luglio 2009 n.94 , più comunemente chiamato “Pacchetto Sicurezza”, istituisce il reato di clandestinità. E’ una legge scellerata che ha come obbiettivo quello di rompere gli ultimi vincoli di solidarietà umana. Lo stesso dicasi per i respingimenti nel Canale di Sicilia.
Al contrario di come si potrebbe sperare, questi provvedimenti legislativi purtroppo trovano un largo consenso nella società. Una società sempre più decadente che arranca non solo ad arrivare alla fine del mese ma soprattutto nel trovare le risposte ad un mondo che cambia a ritmi sempre più vertiginosi.
Di fronte a questo momento di crisi non si levano le voci della ragione, sorgono, invece, i più oscuri razzismi, integralismi e fanatismi.
Già nel 1991, Silo in uno dei suoi scritti analizzava in questo modo la società in cui viviamo: “Prima d’oggi il progresso dell’umanità è stato lento; oggi, però, a causa dei tanti fattori che si sono andati via via accumulando, la velocità del cambiamento in campo tecnologico ed economico non corrisponde più alla velocità di cambiamento delle strutture sociali e del comportamento umano. Un simile sfasamento tende ad accentuarsi e a generare crisi sempre più gravi.”
Da queste poche righe si chiarisce il tipo di disorientamento che la società sta attraversando e nello stesso tempo l’urgenza di una risposta che ci faccia uscire dalla preistoria.
In questo senso l’immigrazione e la diversità nella sulla dimensione più ampia rappresentano non solo un fenomeno che esalta le contraddizioni di questo modello sociale ma anche quell’ariete che sfonda le mura di cinta di concezioni medioevali, di “protettorati” mentali ormai in veloce entropia.
In questo senso la manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre a Roma acquista un senso molto più ampio che travalica i giochi manipolatori dei piccoli individui senz’anima posti al vertice della congiuntura epocale. E’ una manifestazione che si proietta al futuro, lasciando dietro di sé la frustrazione e la paura del cambiamento. Una manifestazione che segnerà un altro passo verso la liberazione dell’essere umano dalla violenza e la discriminazione.
Vito Correddu
1Tratto da: Attacco alla diversità di Vito Correddu – 14 settembre 2008
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03Oct

Oggi, 2 ottobre 2009, a 140 anni dalla nascita del Mahatma Gandhi, giornata internazionale della Nonviolenza, in Oceania, a Wellington, iniziamo la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.
La Nuova Zelanda, il paese più orientale del pianeta, è un riferimento per il mondo, per la sua lotta per la pace e il disarmo, perché i neozelandesi si sono liberati dal peso delle basi straniere e delle armi nucleari.
Da questo luogo estremo e lontano dai centri di potere iniziamo questa azione mondiale. Arriviamo da ancora più a est, dalle isole Chatham (Rekohu), il luogo che riceve i primi raggi del sole, con cui inizia il giorno sul pianeta. Là, con gli amici delle culture ancestrali, i moriori, abbiamo iniziato questo viaggio dal valore simbolico.
Questa marcia mondiale, che alcuni hanno definito la più grande manifestazione mai realizzata per la Pace e la Nonviolenza, passerà per più di 100 paesi dei cinque continenti, un evento mai realizzato prima nella storia, e terminerà il 2 gennaio 2010 nel Parco di Studio e Riflessione di Punta de Vacas, ai piedi del monte Aconcagua, il tetto dell’occidente.
Aspiriamo al fatto che, così come qui inizia il giorno per il pianeta, inizi per tutta l’umanità un nuovo giorno con un mondo senza armi nucleari e senza guerre.
Amici, come voi tutti sapete, oltre che a Wellington, oggi anche in molte altre città, paesi e piccoli villaggi, inizia questa grande marcia con tantissime azioni. Un grande saluto agli amici dell’Australia, dei paesi asiatici, dell’Africa, agli amici dell’Europa, agli amici dell’America del Nord e agli amici dell’America del Sud.
Questa marcia ha già avuto effetto sulle nostre coscienze. Siamo decisi a lavorare per la sparizione delle guerre e l’eliminazione della violenza. Questo desiderio che la maggior parte degli esseri umani porta nel cuore da molto tempo, oggi assume un nuovo senso, perché possiamo sintonizzarci come una sola voce in tutto il pianeta. Mai prima d’ora abbiamo avuto un’opportunità come questa. Questa marcia può diventare un fenomeno senza precedenti che ci colloca in un nuovo momento storico.
Da dove veniamo? Nella nostra memoria collettiva le guerre, le conquiste, le invasioni continuano ad essere il riferimento principale della nostra storia. Così si insegna nelle scuole. Si continua a elevare la violenza come massima espressione di onore e valore. Tutto questo ci ha portati a questa situazione di violenza generalizzata in cui si impone la forza distruttiva. Chi sono i paesi che decidono a livello internazionale? Quelli con il maggior potere distruttivo. Inoltre oggi tale potere si intreccia con altri: il potere militare muove quello economico, che a sua volta controlla i mezzi di comunicazione e tutti finiscono per manipolare il potere politico. Questa violenza si è affermata come un complesso intreccio che, a partire dai livelli governativi e istituzionali, si proietta su tutti gli ambiti della società.
Nel frattempo, con il progresso raggiunto per accumulazione storica, l’umanità avrebbe risorse sufficienti per fare un passo da gigante garantendo a tutti gli esseri umani cibo, acqua, assistenza sanitaria, alloggio minimo e un’educazione sufficienti e dignitosi. Con queste possibilità, le risorse si utilizzano per lo sviluppo smisurato di armi, per la militarizzazione. Questa emorragia delle risorse della società sta inoltre peggiorando la qualità della vita della classe media in tutti gli angoli del pianeta. Lasciando indietro progressivamente i settori più deboli come i giovani, i bambini, le donne e gli anziani.
La Marcia Mondiale inizia nell’anno in cui il sistema è entrato nella più grande crisi finanziaria mondiale. Tutti abbiamo sperimentato le restrizioni della recessione. Tuttavia quest’anno si è battuto nuovamente il record storico di investimenti in armamenti.
In tutto il pianeta gli scontenti aumentano. E cosa fanno i governi, in generale? Aumentano la repressione, la militarizzazione, i controlli sono sempre maggiori, fino ad estremi già insostenibili.
Non mancano menti malate di governanti e gruppi economici dell’apparato militare-industriale, il potere nell’ombra, che come uscita a questo “disordine”, che loro stessi hanno generato, vedono il confronto armato. Fanno così da secoli. La loro soluzione è “a grande crisi, grandi guerre”.
Ma oggi la cosa va oltre. Ci sono paesi che parlavano della possibilità di realizzare attacchi nucleari “controllati” nelle guerre convenzionali. Ci sono gruppi minoritari che cercano di metterci in una terza guerra mondiale. Tornare a terrorizzare nuovamente l’umanità, per mantenere la loro egemonia mondiale per altri 60 o 70 anni. Vogliono altre Hiroshima e Nagasaki per sostenere il loro potere in declino e obsoleto. Questi si dichiarano paesi civili…
Ma la storia ha le sue risorse e i suoi cambi di direzione. E allo stesso tempo convivono altre situazioni, non tutto è negativo, si stanno aprendo nuove possibilità. Oggi si respira anche aria di cambiamento nel mondo. Si torna ad assaporare la speranza del nuovo…
Ci sono migliaia di migliaia, milioni di motivi, come sono innumerevoli i morti nella storia umana, che dicono “basta”. Fermiamo definitivamente la violenza. Vogliamo un mondo senza aggressioni armate, senza invasioni, in cui si riduca la spesa militare. Spostiamo i budget militari a beneficio della società civile. Che ne ha tanto bisogno! Ridefiniamo la funzione degli eserciti verso l’aiuto alle popolazioni colpite da catastrofi, gli aiuti umanitari ecc. Basta con gli eserciti di guerra, costruiamo eserciti per la pace.
Amici, questa è una marcia senza ritorno. È una marcia che si fermerà solo quando finiranno le guerre nel mondo. È la marcia di tutti coloro che sono stanchi di tanta violenza. È una marcia che viene da molto lontano nella storia. Questa marcia è iniziata nel momento in cui un essere umano ha usato violenza su un altro. È nata in quella tribù che ne ha aggredita un’altra più debole. È iniziata quando è stata sterminata quella minoranza. Là si trovano le origini di quella violenza che si ricrea ogni giorno quando usiamo violenza contro le persone intorno a noi, quando alcuni gruppi ne discriminano altri, quando si utilizza il potere per reprimere, controllare e imporre. Quando non trattiamo gli altri come ci piacerebbe essere trattati.
Questa è una marcia che percorrerà il mondo avvertendo del grave pericolo in cui ci troviamo, ma anche annunciando che ci troviamo davanti alla possibilità di uscire finalmente dalla “preistoria umana”.
Dicendo “basta” ci mettiamo a marciare e ci piacerebbe che questa marcia non finisse mai, fino a quando le armi nucleari e le guerre non saranno sparite dalla faccia della terra.
Ci appelliamo a coloro che hanno condotto qualche lotta pacifica e nonviolenta, a tutti coloro che in qualche momento si sono ribellati contro la violenza stabilita, anche a coloro che sono stati oggetto di violenza e non hanno avuto la forza di ribellarsi, a tutti coloro che hanno visto fallire i loro ideali sociali, a tutte le buone persone del mondo, indipendentemente dalla loro provenienza e dal colore delle loro bandiere; ciò che ci unisce è il futuro.
Visiteremo i governi e le istituzioni per parlare loro di queste cose e consegneremo loro questo manifesto di cui vi leggo un frammento.
“Signori presidenti e primi ministri degli Stati Uniti d’America, della Federazione Russa, della Repubblica Popolare Cinese, della Repubblica di Francia, del Regno Unito, della Repubblica Indiana, della Repubblica Indipendente del Pakistan, della Repubblica Democratica Popolare di Corea e dello Stato di Israele:
Ricade in voi la responsabilità di questo momento in cui si decide il futuro umano. Voi sarete quelli che decideranno tra la storia e la preistoria, tra l’umanizzazione e l’animalizzazione, tra una terra per tutti o un mondo spaventato, tra una terra generosa o un deserto contaminato. Voi sarete i responsabili dell’atmosfera sociale che respireremo nei prossimi anni.
Nelle vostre politiche di difesa e di relazioni con l’estero vi chiediamo di dare priorità a:
• il disarmo nucleare a livello mondiale,
• il ritiro immediato delle truppe di invasione dei territori occupati,
• la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
• la firma di trattati di non aggressione tra i paesi e
• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti”.
È il momento di ringraziare e ricordare tutti coloro che hanno reso possibile questa MM. In poco più di due anni, è partita da alcuni a cui si sono aggiunti altri, e altri, e altri. Così, lentamente, senza appoggio da parte dei poteri, né delle industrie, con il “bocca a bocca”, questa idea si è espansa, fino a diventare una “possibilità”, quindi si è trasformata in “certezza” che ha finito per diventare un’ispirazione per molti. Girando e rigirando è arrivata a coprire quasi 100 paesi dei pianeta. È nata dall’organizzazione umanista Mondo senza Guerre e in poco tempo si sono aggiunte centinaia, oggi migliaia di organizzazioni. Ringraziamo gli umanisti del mondo, i loro organismi e fronti di azione. Ringraziamo la rete mondiale di Sindaci per la Pace, Federico Mayor Zaragoza della Fondazione Cultura per la Pace, la Rete di Parlamentari per il Disarmo Nucleare, la Rete Abolition 2000, il gruppo SUMMIT di Premi Nobel, per citarne alcuni. Sono migliaia gli intellettuali, artisti, sportivi, che hanno aderito a questa MM insieme a presidenti, sindaci e leader spirituali. E insieme a M. Gandhi si deve ricordare anche M. Luther King, come esponenti massimi della nonviolenza. Mario Rodríguez Cobos (Silo) creatore dell’Umanesimo Universalista. Senza tutti voi questa MM non sarebbe stata possibile. Ma i grandi protagonisti di questa marcia sono le centinaia di migliaia e speriamo i milioni di persone anonime, gli “invisibili del mondo”, coloro che hanno sofferto la violenza in tutte le sue forme. Questa è la marcia di tutti coloro che non hanno mai marciato, che non si sono mai manifestati ma che pensano che sia arrivato il momento di dire basta a tanta barbarie, per la prima volta nella storia a livello mondiale.
Amici, per finire voglio citarvi un racconto che è stato di grande ispirazione e significato per molti in questa marcia:
In tempi remoti, alla ricerca di cibo e riparo quei primi abitanti si addentrarono nelle terre inospitali e sconosciute, dove lottarono contro le fiere, gli elementi e le forze della natura. Così fu per millenni. Alla fine di quella grande epoca finirono per popolare tutta la terra.
In un’altra epoca, alla ricerca di ricchezze, proprietà e avventure, alcuni popoli sottomisero altri popoli. Li massacrarono e schiavizzarono, appropriandosi dei loro beni, delle loro risorse, dei loro corpi e anche delle loro menti. Così hanno girato il mondo fino ad oggi, seminando sottomissione, fame, miseria, malattia e dolore, molto dolore.
Ma oggi arrivano tempi di rinnovamento, in cui l’essere umano torni a percorrere il pianeta terra. Non per saziare la sua fame, né per schiavizzare o rubare all’altro. Ma per tendere la mano riconoscendo il fratello, per riconciliarsi, per collaborare, per costruire le basi di una nuova cultura, di una nuova civiltà come non c’è mai stata prima sulla terra. Per costruire con decisione la nazione umana universale…
È arrivata l’epoca in cui l’essere umano ha deciso di alzarsi in piedi e confluire dalle diverse razze, credenze e generazioni, per la prima volta nella storia in un’impresa comune: una grande marcia che ha fatto il giro del mondo, muovendo la coscienza e il cuore umani…
Amici…. Marciamo e non fermiamoci fino a quando non avremo raggiunto il nostro obiettivo!
Un mondo senza guerra e senza violenza
Viva la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza!
Rafael de la Rubia
Wellington 2 ottobre 2009
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20Sep


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11Sep

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza il razzismo non è stato sconfitto, continua a mietere vittime e viene alimentato dal governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza, varato dal centro-destra, offende la dignità umana introducendo il reato di “ immigrazione clandestina”. La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando in un cimitero marino, sono la tragica conseguenza della logica disumana che ispira la politica governativa .
Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Per tanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti a scendere in piazza il 17 ottobre per fermare il dilagare del razzismo sulla base di questa piattaforma׃
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No al razzismo
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per la regolarizzazione generalizzata per tutti
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ritiro del pacchetto sicurezza
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accoglienza per tutti
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no ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
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per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
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diritto di asilo per i rifugiati e profughi
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per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
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no alle divisioni tra italiani e stranieri
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diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
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mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di razzismo.
SABATO 17 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
CONCENTRAMENTO IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30
Per adesioni : comitatoroma17ottobre@gmail.com
Seguono adesioni :
Action – Antigone – Archivio Storico del Movimento Operaio (NA) – ARCI – Arci Servizio Civile – Asper ERITREA – Ass. 3 febbraio – Ass. Afroitaliani/e – Ass. Agorà – Ass. Albanesi in Italia – Ass. Alfabeti Onlus – Ass. Arcobaleno (Riccione) – Ass. Arrakkè – Ass. Askavusa (Lampedusa) – Ass. Babele Grottaglie (TA) – Ass. Bangladesh (Rm) – Ass. Combinazione – Ass. Comboniana Servizio Emigranti e Profughi – Ass. culturale “Over Art” giocando con la musica (San Giorgio a Liri) – Ass. culturale Artiglio – Ass. culturale Il Gioco (SP) – Ass. culturale Malaussène (Pa) – Ass. culturale molisana ” Il bene comune” – Ass. culturale Musicale illimitate Villaricca (NA) – Ass. dei Rifugiati (NA) – Ass. Dhuumcatu – Ass. difesa lavoratori invisibili – Cobas – Ass. El Condor (Roma) – Ass. El Mastaba (Firenze) – Ass. Filippini (Rm) – Ass. Indiani (Rm) – Ass. inquilini e assegnatari – RdB (BO) – Ass. interculturale Grammelot (NA) – Ass. Italia – Nicaragua (Rm) – Ass. Kamilla (Cassino) – Ass. La Kasbah – Ass. osservAzione (FI) – Ass. Peppino Impastato (Cinisi) – Ass. Priscilla (NA) – Ass. Punto Rosso (MI) – Ass. Razzismo Stop – Ass. Sacco e Vanzetti – Ass. Sunugal (MI) – Ass. Terra del fuoco – Ass. Trama di terre (Imola) – Ass. umanista Reciprocità – Ass. Yakaar Italia-Senegal – Ass.Pakistan (Rm) – Ass.umanista Help To Change – Associazione Città Meticcia (Empoli) -Assolei sportello donna – Assopace (NA) – Attac (Rm) – Beati i costruttori di pace – Bidonvillarik (gruppo musicale) – Campagna Sbilanciamoci – Campo Antimperialista – Cantieri Sociali – Carta – Casa Internazionale delle donne (Rm) – Casa Memoria (Cinisi) – Casa Rut (CE) – Centro antidiscriminazione (PT) – Centro culturale La Città del Sole – Centro delle Culture – Centro delle Culture (NA) – Centro delle Culture (Rm) – Centro delle culture (FI) – Centro delle culture (MI) – Centro di documentazione don Tonino Bello (Faenza) – Centro Open Mind GLBT (CT) – Centro per la tutela dei diritti umani (SR) – Centro sociale Bujanov, Vacchereccia-Cavriglia (AR) – Centro sociale Ex Canapificio (CE) – Centro Studi Libertari Claustrofobia – Centro YWCA-UCDG (Rovereto) – CGIL – CIPAX – Circolo Arci “Malaussene” (PA) – Circolo di cultura glbt Maurice (TO) – Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – Circolo Prc Enrico Berlinguer (Bruxelles) – Città Meticcia – Cittadini del mondo – Clan Destino Doc – Cobas pt cub – Colletivo ” Iqbaql Masih” (LE) – Collettivo Antagonista Primavalle (Rm) – Collettivo Antagonista Primaverile (Rm) – Collettivo Immigrati Auto-Organizzati (TO) – Collettivo L’evasione (CS) – Collettivo Maremmano Autorganizzato (GR) – Collettivo Orda Precaria (Empoli) – Collettivo Teatri OFFesi (PE) – Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese – Comitato Antirazzista (VI) – Comitato antirazzista Abba (FI) – Comitato antirazzista e contro l’omofobia Alziamo la testa (MI) – Comitato antirazzista Vite impegnative – Comitato Con la Palestina nel cuore (Rm) – Comitato di Base Quadrifoglio (FI) – Comitato Immigrati in Italia (NA) – Comitato Immigrati in Italia (Rm) – Comitato Madri per Roma Città Aperta – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo (Marghera) – Comitato Società e diritti (GE) – Comitato Solidarietà Antirazzista (Martesana) – Comitato spontaneo per la pace (Faenza) Comuità in Resistenza (Empoli) – Comunisti Sinistra Popolare – Cobas – Cooperativa Immigrazionisti (MI) – Cooperativa Sociale Dedalus (NA) – Cooperativa sociale Oasi 2 (Trani) – Coordinamento Diversi Uguali (AR) – Coordinamento Migranti (VR) – Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia – Coordinamento Stop Razzismo – Corrispondenze Metropolitane (Rm) – Crocevia – Csoa Villaggio Globale (Rm) – Donne e colori (Rm) – Donne in Nero – Donne per l’Integrazione (Borgomanero) – Edizioni La Città del Sole – Emergency –EMMAUS – Equoconsumo – Every One – Fair – Fair Watch – Federazione Africana in Toscana – Federazione dei Comunisti Anarchici – Federazione Nazionale RdB-CUB – Federazione Senegalesi della Toscana – Fgci – Fiom – FOCSI (Rm) – Formin – Fortress Europe – Forum Ambientalista – Fratelli dell’Uomo – Ong Onlus – Fuoricampo Lesbian Group – G.A.S.Tapallara (CT) – Gayroma – Giovani Comunisti (Rm) – Gruppo Abele – Gruppo Antifascista Partigiano (CR) – Gruppo Atei Materialisti Dialettici – Gruppo Kumar – Gruppo per la solidarietà antirazzista Vijar Kumar – Gruppo Sinistra e Libertà Regione Lazio – Gruppo Status – Gruppo Watching the Sky – Il Bolscevico – IL CE.STO (GE) – Il mondo in IV (Rm) – Insieme per la Pace – JVP Italia – La Libreria che non c’è (Legnano) – La Strada/Editoria della pace (Rm) – La Strada/Fiera dell’editoria della pace (Rm) – La voce – Laboratorio per la decrescita (Rm) – Laboratorio Zeta (PA) – Laboratorio53 Onlus – Laici Comboniani, Venegono Superiore (VA) – Laici Missionari Comboniani (Castelvoturno) – Laici Missionari Comboniani (PA) – L’altro diritto onlus – Le radici e le ali onlus (MI) – Lega Albanesi Illiria – Legambiente – Libera – Liberainformazione – Libere tutte (FI) – Libero laboratorio – LibLab – Libreria la locomotiva (SV) – Libreria Pagina 18 (Saronno) – L’Internazionale (NA) – Lunaria – Luoghi Comuni (Rm) – LVIA – Marenia (gruppo musicale) – Medici contro la tortura – Medici e Operatori della salute dalla parte dei migranti – Migrantes Y Familiares – Milano Citta’ Aperta – Mondo senza Guerre – Mosaico Interculturale (Monza) – Movimento Antirazzista (CZ) – Movimento lotta per la casa (FI) – Movimento Migranti e Rifugiati (CE) – NAGA – Network per i diritti globali (BT) – Ocap – Operatori di Pace – Campania – Padri Sacramentini (CE) – Partito di Alternativa comunista – Partito Umanista – Pastorale Giovanile (CE) – Pax Christi (NA) – Pax Christi (Rm) – Pcl – Pdci – Pdci (TO) – Periodico Bianco e Nero – perUnaltracittà (FI) – Piattaforma Comunista – Plt – Pmli – Postribù – Prc – Punto di partenza (MI) – Radio Vostok – Redattore Sociale – Reorient – Rete Antirazzista (BA) – Rete Antirazzista (CT) – Rete dei Comunisti – Rete semprecontrolaguerra – Rete28Aprile – ReteComune (Rm) – Retelegale (TO) – Rifugiati di piazza Oberdan (MI) – Romano pala tetehara Rom per il futuro – SdL intercategoriale – Servizio rifugiati e migranti FCEI – Sindacato lavoratori in Lotta – Sinistra Critica – 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Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
www.17ottobreantirazzista.org
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24Aug

LA MARCIA MONDIALE: UNA PROPOSTA UMANISTA
La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è stata lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nei Parchi di Studio e Riflessione – Punta de Vacas (Argentina) il 15 novembre 2008.
Questa Marcia vuole creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall’alta probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.
Si tratta di una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre.
La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l’adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di tipo diverso, personalità del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all’urgenza momento. Ha anche ispirato un’enorme diversità di iniziative in oltre 100 paesi, creando un fenomeno umano in rapido aumento (www.theworldmarch.org).
LA SITUAZIONE ATTUALE
Viviamo in una situazione critica in tutto il mondo, caratterizzata dalla povertà di vaste regioni, dal confronto tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione. Sono presenti conflitti armati in numerosi punti e una profonda crisi del sistema finanziario internazionale, a cui oggi si aggiunge la minaccia nucleare in aumento, la massima urgenza del momento attuale. È un momento di enorme complessità; agli interessi irresponsabili delle potenze nucleari e alla pazzia di gruppi violenti con possibilità di accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, dobbiamo aggiungere il rischio di incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante.
Non si tratta della somma di singole crisi: ci troviamo davanti al fallimento globale di un sistema la cui metodologia di azione è la violenza e il cui valore centrale è il denaro.
LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE
Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:
• il disarmo nucleare a livello mondiale,
• il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,
• la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
• la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e
• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.
È urgente creare una coscienza per la Pace e il disarmo. Ma è anche necessario svegliare la coscienza della Nonviolenza che ci consenta di rifiutare non solo la violenza fisica, ma anche ogni altro tipo di violenza (economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale ecc.). Questa nuova sensibilità potrà instaurarsi e scuotere le strutture sociali, aprendo la strada alla futura Nazione Umana Universale.
Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e libertà. Non si vive in libertà quando si vive minacciati.
La Marcia Mondiale è un appello a tutte le persone a unire i loro sforzi e a prendere in mano la responsabilità di cambiare il nostro mondo, superando la propria violenza personale, appoggiando l’iniziativa negli ambiti più prossimi, fino a dove arrivi la loro influenza.
LA MARCIA IN AZIONE
La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta già ispirando diverse iniziative e attività che nei prossimi mesi dovranno moltiplicarsi. Una di esse sarà la marcia simbolica di un’equipe multiculturale che percorrerà i sei continenti. Partirà il 2 ottobre (Giornata internazionale della Nonviolenza) da Wellington (Nuova Zelanda), e terminerà il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina).
In tutto questo periodo, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per creare coscienza sull’urgenza della Pace e della Nonviolenza. E in tutto il mondo le campagne di adesione alla Marcia moltiplicheranno questo segnale al di là di quanto possiamo immaginare oggi.
Per la prima volta nella storia si mette in moto un evento di queste proporzioni per iniziativa della gente.
La vera forza di questa Marcia nasce dall’atto semplice di chi per coscienza aderisce a una causa degna e la condivide con altri.


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